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Come fare il tagliando auto

Come scegliere il tagliando auto

Ecco una breve guida su cosa considerare quando si deve fare il tagliando alla propria vettura.

Spulciare la rete per trovare qualche buona offerta sul tagliando dell’auto non è affatto una cattiva idea. Soprattutto per chi è abituato a coprire chilometraggi elevati col proprio mezzo. In Italia, si stima che ogni automobilista percorra in media circa 11.000 km ogni anno. Ciò vuol dire che a cadenza biennale, l’auto dovrà andare in officina per essere sottoposta la manutenzione programmata.

Anche se non si raggiungono gli intervalli chilometrici previsti dal costruttore, è buona norma effettuare la manutenzione ordinaria al massimo ogni due anni. Alcune parti, anche se non soggette a particolare usura, col tempo perdono parte delle loro proprietà chimico-fisico, perdendo di efficacia.

In determinate condizioni, e per alcuni modelli di auto, la spesa per la manutenzione ordinaria può richiedere cifre importanti, e data la frequenza piuttosto ravvicinata degli interventi, un eventuale risparmio alletta più di un automobilista.

Una buona parte degli automobilisti del Bel Paese inoltre percorre abitualmente 20.000 Km all’anno, rendendo il tagliando un’operazione da svolgersi ogni anno. Se a questo dato aggiungiamo che le auto più utilizzate per lunghi spostamenti sono berline medie e SUV, è facile intuire come i costi di manutenzione possano lievitare in maniera sostanziale.

Quella del tagliando poi non è l’unica operazione da svolgere per curare la propria auto. Quando si parla di manutenzione straordinaria le spese per le riparazioni possono essere anche ingenti, e più chilometri si percorrono, più aumentano le probabilità di dover ricorrere alle cure del meccanico. Ma quali sono gli interventi più comuni, quando si porta l’auto in officina?

Gli interventi più frequenti

Secondo un recente studio, le automobili che più spesso si recano in officina per un preventivo di manutenzione hanno un’età media di 11 anni. Il problema più comune è a carico della parte meccanica, col 60% sul totale degli interventi.

Seguono i lavori di carrozzeria, che si attestano su un valore che sta intorno al 20%. Fanalino di coda, ma a brevissima distanza, interventi sulla parte elettrica ed elettronica. Scendiamo nel dettaglio, per capire meglio su cosa si interviene più spesso, in officina.

Riparazioni meccaniche

Tra i riparatori italiani, che siano essi meccanici indipendenti o autofficine autorizzate, i lavori sulla meccanica si concentrano principalmente sul comparto distribuzione. Quasi il 19% dei lavori di manutenzione vede i nostri meccanici impegnati a sostituire cinghie di distribuzione, tendicatena e pompa dell’acqua.

Le catene di distribuzione per loro natura sono soggette a manutenzione meno frequenze, ma rientrano nella parte alta della classifica perché andranno sostituite insieme alla pompa dell’acqua in media ogni 120.000 km. Il 18% degli interventi di sostituzione vede come protagonista la frizione, mentre il tagliando completo viene eseguito in 12 occasioni a fronte di 100 interventi in officina.

Carrozzeria

I lavori di carrozzeria registrano un netto calo: fino a 15 anni fa, gli italiani portavano l’auto a sistemare piccoli graffi o eseguire lavori di lucidatura con maggior frequenza. Oggi carrozziere lavora principalmente su danni causati da tamponamenti e piccoli incidenti, con un’incidenza di circa il 25%. La maggior parte dei sinistri avviene in città, dove però si riscontrano incidenti importanti in esigue percentuali.

Elettronica

La maggior parte dei lavori a carico dell’impianto elettrico verte su batteria, alternatore e motorino di avviamento. La gestione elettronica dei moderni veicoli invece crea qualche grattacapo soprattutto alle centraline, protagoniste del 22% degli interventi di ripristino dall’elettrauto.

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